Archivi categoria: lettere alle sette Chiese

Lettera a una Chiesa compiaciuta

Sardi era una città di antichi splendori e memorie, al tempo di Giovanni decaduta. Fu capitale della Lidia, arricchita da leggendarie miniere d’oro, nobilitata dalla presenza della reggia di Creso. A Sardi fu inventato il conio e gettate le basi del commercio mo­derno. Poi la conquista da parte di Pergamo, il dominio romano, l’esauri­mento delle miniere e infine un terremoto che la rase quasi al suolo, resero questa perla poco più che un borgo di provincia che sopravvi­veva grazie al commercio della lana. Continua a leggere

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Lettera ad una Chiesa molle

La Chiesa di Tiatira (Ap. 2,18-28) non è nella stessa situazione delle altre. Non è perseguitata come Pergamo e Smirne e neppure è una Chiesa fredda, come Efeso. Anzi, il Signore ha per lei un bellissimo complimento: “so che le tue ultime opere sono migliori delle prime”, che significa che la Chiesa sta crescendo, in qualità e in quantità. A Tiatira il problema è rappresentato da una profetessa, che Giovanni identifica con uno psudonimo: “Jezabel”. Continua a leggere

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Lettera a una Chiesa combattente /2

Se gli intellettuali Nicolaiti sono il male di Pergamo la conversione in questo caso consisterà nel tracciare una demarcazione netta, nell’evitare ogni possibile ambiguità e dire una volta per tutte cosa è Chiesa e cosa non lo è. Come vedremo nella lettera alla Chiesa di Tiatira, c’è differenza tra divisione e selezione e a volte una selezione, anche dolorosa, è necessaria proprio per evitare divisioni molto più dannose. Continua a leggere

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Lettera a una Chiesa combattente /1

Pergamo ha combattuto, Pergamo ha vinto. Nonostante che sia stata la prima Chiesa dell’Asia a subire la persecuzione, fino a dover versare il sangue, nella persona del suo vescovo, Antipa, non ha rinnegato la fede, anzi. Eppure a Pergamo c’è il “trono di Satana”, ovvero il grande augusteon, il tempio dove l’imperatore viene adorato come signore e dio. E’ Pergamo la città dove per la prima volta Domiziano ha preteso questa adorazione. Eppure proprio a Pergamo la Chiesa è forte, forse perché abita lì dove satana ha il suo trono e le si chiede quindi, più che alle altre, integrità e fermezza. Continua a leggere

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Lettera ad una Chiesa sofferente /2

Non c’è dubbio che il filosofo che ha esercitato una maggiore influenza sulla nostra società e anche sulla nostra visione del Cristianesimo e della Chiesa sia I. Kant. Anche se pochissimi hanno letto la sua “Critica della ragion pratica” i suoi principi sono di fatto alla base del modo comune di sentire e di ragionare e della, chiamiamola così, “morale comune”. Questo, nonostante le apparenze, c’entra molto con questa lettera alla Chiesa di Smirne. Continua a leggere

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Lettera a una Chiesa sofferente /1

Ci sono solo lodi per la Chiesa di Smirne, piccola e perseguitata, eppure queste lodi tradiscono una preoccupazione, come se il Signore lodandone la forza e il coraggio li mettesse allo stesso tempo in guardia contro la Paura. Se il problema di Efeso era la mancanza d’amore, per Smirne invece è il rischio di cedere all’intimidazione: Continua a leggere

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Lettera ad una Chiesa che non ama più (parte seconda)

Al giudizio così duro, che abbiamo visto ieri, seguono due verbi importantissimi: ricorda e convertiti (mnemoneue e metanoeson, letteralmente: fai memoria e cambia la tua mente).

Ricorda, perché per le sette Chiese la conversione non nascerà dall’incontro con Cristo, che è già avvenuto, quanto dal ravvivarlo. Qui la problematica non è tanto quella del kerygma, del primo annuncio, ma del ravvivarne la fiamma. Le sette Chiese hanno già ricevuto il vangelo, ma la loro fede vacilla, sembra essersi raffreddata, urge quindi una seconda evangelizzazione, al centro della quale deve essere appunto la memoria. Continua a leggere

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