Dodici porte, dodici angeli

Un paio di giorni fa la carissima Costanza pubblicava sul suo blog una riflessione intensa sul sacerdozio. In quello stesso giorno la liturgia ci proponeva la lettura di Ap. 21 e tra l’altro del passo che dice: “È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli” (Ap. 21,12) e così nella mia mente è scattata l’associazione spontanea: i sacerdoti sono gli angeli a guardia delle porte della Chiesa!

La porta infatti è Cristo, è attraverso di Lui che si entra e si esce nella Chiesa e nessun altro può accedervi se non passando attraverso l’incontro con Lui. Qualsiasi altro motivo per entrare nella Chiesa è illegittimo (chi entra passando da un altra parte è ladro o brigante dice il vangelo di Giovanni), né ragioni di convenienza politica o sociale, né motivazioni di interesse umano, né alcun altra ragione che non sia il fascino di un incontro possono giustificare questo accesso.

Le porte sono sempre aperte, per dire che la Chiesa accoglie sempre, ma non sono porte incustodite, a guardia di ciascuna di esse c’è un angelo: dodici porte, dodici angeli a simboleggiare i dodici apostoli.

Ecco ben espressa allora la funzione sacerdotale, che deve accogliere tutti con quell’universalità espressa dal fatto che le porte sono aperte verso i quattro punti cardinali, cioè a 360 gradi. Tutto ciò che è autenticamente umano interessa alla Chiesa (Cfr. GS 1) e nessun uomo deve sentirsi respinto in linea di principio dall’abbraccio manifestato dal fatto che le sue porte non si chiudono mai. Il sacerdote è l’angelo che, sulla soglia, accoglie tutti quelli che desiderano entrare, che tiene sempre aperta la porta per chi vuole sfuggire alla schiavitù dell’impero.

Non è suo il compito dell’Evangelizzazione, questo semmai è affidato ai laici, ma in un certo modo la sua accoglienza è già evangelizzante, perché se l’universale invito ad entrare non fosse invito ad attraversare una porta che, per quanto aperta, segna una separazione, una cesura rispetto alla vita precedente, sarebbe vano e inconcludente.

Le porte aperte però non sono incustodite, se il solo motivo legittimo di attraversare le porte è l’incontro con Cristo, compito dell’angelo, e quindi del sacerdote, sarà anche quello di tener fuori “i codardi, gl’increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi” (Ap. 21,8) cioè in altre parole di custodire l’identità della Chiesa, di non permettere che sia mutata in altro che non sia la Sposa dell’Agnello, come se fosse una sorta di lion’s una filantropica associazione dei buoni sentimenti.

Il Signore ci dia la lucidità e il discernimento necessari a tenere insieme l’accoglienza e la verità.

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8 commenti

Archiviato in Chiesa-Gerusalemme

8 risposte a “Dodici porte, dodici angeli

  1. ieri nella cattedrale di napoli nella cappella del tesoro di san gennaro ho sperimentato il gia’ e non ancora del regno di dio tre sacerdoti di cristo,uno del sri-lanka,hanno concelebrato l’eucarestia con la comunita del sri-lanka w la chiesa di cristo che accoglie tutti nell’amore PS alle 16.oo anche la comunita’ ucraina aveva celebrato la santa messa

  2. 61Angeloextralarge

    Copio… e stampo per portarmelo in Cappellina!
    Grazie, perché di questo si parla troppo poco…

  3. A.A.

    Premetto che l’articolo mi è piaciuto molto però leggendolo ho provato un senso di confusione, forse perchè solitamente i Suoi articoli li leggo in tarda mattinata o nel pomeriggio, ora sono le sei del mattino. Ho allora riletto l’articolo un paio di volte per cercare di capire perchè provo confusione, forse non capisco all’associazione tra angeli e sacerdoti. Il collegamento angeli-sacerdoti è inteso perchè tutti e due ministri della volontà divina ? Ma si può fare un collegamento con due esseri di natura tanto diversa? Gli angeli sono di natura superiore all’umana, puramente spirituali e assegnati agli uomini.
    Grazie e buona giornata.

    • Quando si legge il libro dell’Apocalisse bisogna stare attenti a non interpretarlo come una metafora, cioè come se ad ogni immagine corrispondesse uno ed un solo significato in maniera univoca.
      L’apocalisse è piuttosto un insieme di simboli e il simbolo, diversamente dalla metafora, intende più alludere che spiegare, offre suggestioni più che razionalizzazioni. Il libro dell’Apocalisse va letto come se fosse un poema e non come se fosse una cronaca.
      In questo senso “poetico”, e solo in questo ovviamente, si può dire che i dodici angeli guardiani delle porte sono i sacerdoti, era un’analogia che intendeva semplicemente illustrare la duplice funzione sacerdotale di accoglienza e vigilanza.

  4. assieme all’intensa riflessione sul Sacerdozio mi piacerebbe potesse leggere sul nostro blog un intensa riflessione sul matrimonio in Dio, dedicato agli sposi, si, ma soprattutto ai sacerdoti e a tutti quei sacerdoti (sono sicura che non è il suo caso) che so che non credono più nel matrimonio come Sacramento.
    cordialmente,

  5. Mi permetto di aggiungere che ‘dovrebbero’ essere gli Angeli alle porte della Chiesa, magari ci fosse questa consapevolezza, varcheremmo quelle soglie con maggior fiducia anche negli incontri in terra!
    (Niente di personale, ovvio)

  6. Maria

    Inciampo in questo blog per caso, o forse non per caso, in una mattina incui ho l’immagine dei sacerdoti “custodi” del tempio e delle anime. Caro don Fabio, non ti conoscevo fino a stamane, ma come diciamo noi, Confermo.
    Grazie

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