L’ultima parola

Ci sono persone che in una conversazione devono assolutamente avere l’ultima parola, perché l’ultima parola è importante, è quella che in un certo modo chiude il discorso e che alla fine dei conti lascia il suo sigillo, quella che si ricorda, che mette il suo carattere su tutta la conversazione.

Così l’ultima parola di un racconto è quella che gli dà tutto il senso, che in fondo lo definisce. Da questo punto di vista mi colpisce molto che l’ultima parola dell’Apocalisse sia Amen. Anzi, a ben guardare essendo l’Apocalisse l’ultimo libro della Bibbia, sia nel canone cattolico che in quello protestante, Amen è in assoluto l’ultima parola della Bibbia, quella che chiude la narrazione della storia di Dio con l’uomo, il racconto della nostra salvezza. E’ quindi una parola di eccezionale importanza, che vale la pena di analizzare con un po’ di attenzione.

La parola “amen” è di non facile traduzione, per questo generalmente si preferisce lasciarla nella sua forma originale. Viene dal verbo aman, “star fermo, essere stabile”, usato nella sua forma causativa. Significa: “è stabilito saldamente” da cui per traslato “così è, in verità”. Essendo nella forma causativa implica un’adesione da parte di chi la pronuncia. Ogni volta che un credente dice amen intende dire quindi che crede e si impegna su ciò che Dio ha reso saldo. È perciò una formula che contemporaneamente indica assenso razionale e adesione della volontà. È usata frequentemente da Gesù per introdurre le sue affermazioni più solenni “amen, amen, vi dico…”, (…). Fin dall’inizio la fede ebraica e cristiana ha attribuito un valore straordinario a questa parola, tanto da considerarla un “credo” estremamente compendiato. Il Talmud nota che in ebraico le lettere della parola Amen formano l’acrostico “Dio, re fedele”. (tratto da “Uscite, popolo mio, da Babilonia”)

Insomma, Amen significa sottomissione della volontà e adesione dell’intelligenza, è la parola che meglio di ogni altra definisce il nostro rapporto con Dio, perché Dio stesso è “Amen”, cioè stabile e fedele, con noi. Mettere questa parola alla fine del racconto della salvezza, farne l’ultima parola della Bibbia, significa dire che la nostra vita è fondamentalmente definita da essa. Noi siamo un amen, per questo siamo così felici quando ci doniamo, per questo il tentativo di autopossederci ci rende così nevrotici…

E se imparassimo anche noi a mettere come ultima parola nei nostri discorsi e nelle nostre discussioni la parola Amen? Se provassimo a fidarci e abbandonarci? Se invece di voler avere l’ultima parola, intesa come rivendicazione di autonomia e originalità, la nostra ultima parola fosse un amen?

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1 Commento

Archiviato in Esegesi

Una risposta a “L’ultima parola

  1. 61Angeloextralarge

    Ah! Questo post, oltre che stamparlo e portarmelo dietro, lo copio! Basta il titolo e l’editore o devo metterci anche la pagina? 😉

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