L’esegesi nella vita quotidiana

Molti immaginano il mondo dei biblisti come un mondo di topi di biblioteca, capaci di sfidarsi a duello per la datazione di un manoscritto, mentre intorno a loro tutto brucia. E in buona sostanza hanno ragione. Però non del tutto, a volte perfino tra i biblisti ci son persone normali, così anni fa con alcuni amici abbiam scritto questo divertissement (già pubblicato su FB anni fa) che spero vi piaccia, e perdonatemi l’OT rispetto all’Apocalisse, ma qualche divagazione ci può stare no?

Immaginate di essere in macchina per andare al lavoro e vedete un segnale di Stop. Cosa fate? Dipende da come interpretate il segnale:

• Un filosofo postmoderno de-costruirebbe il segnale (buttandolo giu’ con la macchina) ponendo fine per sempre alla tirannia del traffico Nord-Sud sul traffico Est-Ovest.

• Analogamente un marxista vedrebbe nel segnale uno strumento del conflitto di classe. Ne concluderebbe che la borghesia usa la strada da Nord a Sud ostacolando il progresso dei lavoratori della strada Est-Ovest

• Un cattolico osservante beneducato riterrebbe di non poter comprendere il segnale al di fuori della tradizione interpretativa della comunita’. Osservando che la tradizione non prende troppo sul serio quel segnale non si sentirebbe obbligato a rispettarlo lui stesso.

• Un cattolico normale (O un ortodosso, o un copto, o un anglicano o un presbiterano o un metodista o qualsiasi altra cosa) non si preoccuperebbe affatto di interpretare il segnale, ma si fermerebbe se la macchina davanti alla sua lo fa.

• Un fondamentalista biblico prenderebbe il segnale in un senso molto letterale e si fermerebbe finche’ il segnale stesso non gli dice che puo’ proseguire.

• Un predicatore cercherebbe la voce “Stop” nel suo dizionario d’Inglese e scoprirebbe che puo’ significare: a) qualcosa che impedisce il movimento come un tappo ad un lavandino o un fermo ad una porta. B) una fermata di autobus o di treno. Il punto principale della sua omelia domenicale sara’: quando vedete un segnale di stop quello e’ un posto in cui il movimento del traffico e’ bloccato, percio’ e’ un buon posto per scendere dalla vostra auto.

• Un Ebreo ortodosso puo’ fare una di queste due cose: a) prendere un’altra strada per andare al lavoro, cosi’ da non dover disobbedire alla legge b) fermarsi e dire “Benedetto sei tu Signore nostro Dio, re dell’universo, che ci hai dato questo comandamento di fermarci” aspettare tre secondi e ripartire.

Il Talmud osserva in proposito: Rabbi Meir dice: “Chi non si ferma non vivra’ a lungo” Rabbi Hillel dice: “Maledetto chi non conta fino a tre prima di proseguire”. Rabbi Simon ben Yudah dice: “perche’ tre? Perche’ il Santo, benedetto il suo nome, ci ha dato la legge i profeti e i libri di sapienza”. Rabbi ben Isaac dice: “perche’ i grandi patriarchi sono tre”. Rabbi Yehuda dice: “Perche’ benedire il Signore vedendo il segnale di stop? Perche’ il Signore dice: Fermatevi e sappiate che io sono Dio.”. Rabbi Ezechiele dice: “Quando Jefte ritorno’ dall’avere sconfitto gli Ammoniti, il Santo, benedetto il suo nome, sapeva che un somaro sarebbe uscito di casa e avrebbe superato sua figlia, ma Jefte non si fermo’ al segnale di stop e cosi’ l’asino non fece a tempo ad uscire. Cosi’ la prima che egli incontro’ fu sua figlia, e la perdette. Questo gli accadde come giudizio per la sua trasgressione al segnale di stop.”. Rabbi Gamaliele dice: “Quando Rabbi Hillel era bambino non ha mai detto una parola, sebbene i suoi genitori per cercare di insegnargli a parlare gli avessero mostrato un rotolo della legge. Un giorno mentre era in macchina con suo padre, passando ad un segnale di Stop disse forte: “Fermati padre!” In questo modo egli ha cominciato a leggere e parlare allo stesso tempo. Per questo e’ scritto “dalla bocca dei bambini ti sei procurato una lode”. Rabbi ben Jacob dice: “Da dove viene il segnale di Stop? Viene dal cielo, poiche’ e’ scritto: La tua parola Signore e’ fissata (stopped) per sempre nei cieli. Quando e’ stato creato? Il quarto giorno, poiche’ e’ scritto: “Lo servano come segnali”. Rabbi Joshua dice…. (continua per altre tre pagine)

• Un fariseo farebbe la stessa cosa di un Ebreo ortodosso, solo che aspetterebbe dieci secondi invece di tre. Sostituirebbe anche la sua luce di stop con un faro da 1000 Watt e collegherebbe il clacson al pedale, cosi’ che suonerebbe ad ogni fermata.

• Un professore di un “Jesus Seminar” concluderebbe che indubbiamente il passo “STOP” non e’ mai stato pronunciato dallo stesso Gesu’, ma appartiene interamente al terzo livello del processo di formazione dei Vangeli, quando la Chiesa inizio’ a confrontarsi con il problema del traffico nelle grandi citta’ pagane (Corinto, Roma ecc.)

• Un professore di esegesi del NT noterebbe che non c’e’ alcun segnale di stop in via Marco, ma ce ne sono in via Matteo e in via Luca. Ne concluderebbe che i segnali di stop sono entrambi copiati dal segnale di una ipotetica via Q. Poi ricorderebbe un eccellente saggio di un autore tedesco, che in oltre 500 pagine spiega le origini del segnale di stop e le differenze tra la versione lucana e la matteana. Sfortunatamente in questo saggio c’e’ una piccola omissione, l’autore ha dimenticato di dire cosa il segnale significa.

• Un professore di esegesi dell’AT sottolinea che tra la prima e la seconda parte del passo ci sono delle significative differenze. Per esempio in “ST” possono essere rintracciate tre inclusioni e un parallelismo, mentre in “OP” ci sono solo due inclusioni e nessun parallelismo. Ne conclude percio’ che l’autore della seconda parte del passo e’ differente da quello della prima ed e’ vissuto probabilmente circa duecento anni dopo, nel periodo post-esilico. Un altra tesi e’ che la seconda parte e’ a sua volta divisa in due sotto-parti, probabilmente da attribuire a due autori diversi.

• Un altro docente di esegesi dell’AT osserverebbe che il segnale si troverebbe nel contesto appropriato tre incroci prima ed e’ stato spostato nella sua posizione attuale da un redattore successivo. Propone percio’ di leggere l’incrocio come se il segnale non ci fosse.

• Un altro docente di esegesi dell’AT cambia il testo a causa delle sue difficolta’ di lettura da “STOP” a “SHOP”, piu’ comprensibile in questa posizione, essendo l’incrocio posto accanto ad un centro commerciale. La corruzione del testo e’ stata probabilmente dovuta alla frequente ripetizione del segnale di stop nelle strade precedenti.

• Un Testimone di Geova passerebbe velocemente, diretto alla piu’ vicina sala del Regno, ben sapendo che gia’ 144.000 autisti si sono fermati a quel segnale e percio’ esso non lo riguarda piu’.

• Un Mormone, assonnato per una carenza di caffeina, concluderebbe nondimeno che un angelo ha messo li’ quel segnale espressamente per lui e vedrebbe nel segnale un messaggio dalle perdute tribu’ di Israele e lo spiegherebbe subito alle sue mogli, sedute nel resto del pullman.

• Un Cattolico tradizionalista, vedendo nel segnale un’innovazione postconciliare, si fermerebbe, ma pretenderebbe energicamente di sapere cosa c’era prima al posto di quel segnale, piangendo per le ricchezze del passato perdute. Ricorderebbe la magnificenza delle scritte dei tempi antichi e il loro magnifico colore rosso. Direbbe poi numerosi rosari per espiare le bestemmie degli autisti fermi alle sue spalle. Piu’ tardi, in ospedale, chiederebbe l’estrema unzione.

• Un New-Ager vedrebbe nel segno una figura dai numerosi simboli spirituali. Nella circolarita’ del segnale vedrebbe la necessita’ di riprendere contatto con il suo perduto bambino interiore e comincerebbe un canto di guarigione. Mentre gli altri autisti intorno esprimono rabbia e frustrazione li inviterebbe ad unirsi al canto, dicendo: “Tutto cio’ di cui avete bisogno e’ amore”. Nella rissa che ne seguirebbe sarebbe temporaneamente accecato dal bagliore dei suoi cristalli e condotto via dall’incrocio dal suo spirito-guida a cui piu’ tardi si riferira’ chiamandolo angelo.

• Un carismatico infine preso dall’ebbrezza dello Spirito, cantando e battendo le mani non vedrebbe nemmeno il segnale e si fermerebbe comunque, ma in un pauroso incidente che coinvolge altre dieci macchine.

Se poi qualcuno avesse voglia di prolungarlo nei commenti fate pure… è vecchio di 15 anni, ma è ancora un work in progress 😉

14 commenti

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14 risposte a “L’esegesi nella vita quotidiana

  1. Gianni Grazioli

    Un romanista direbbe: RIGORE PE A RIOMMA!

  2. lidiafederica

    Carina 🙂 i Mormoni però non sono poligami 😉

  3. 61Angeloextralarge

    Carinissimo sto post! Don Fa’ posso inserirlo nella mia pagina di aforismi?
    Smack! Ovviamente la invio ai miei contatti! Smack! 😀

  4. Ce n’era un altra che faceva pressappoco così: al giungere di nuvole temporalesche, lo sciocco guardando il cielo dice “la mia fede mi proteggerà dalla pioggia”. Il cattolico apre l’ombrello.

  5. Mi è tornata in mente quella striscia di Charlie Brown che finisce con lui sconsolato sul campo di baseball mentre dice «La mia non è una squadra… è un seminario di teologia.»

  6. Pingback: L’esegesi nella vita quotidiana | La fontana del villaggio

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