Archivi del mese: febbraio 2012

tuniche di pelle, vesti di bisso

I Padri Greci hanno dedicato una grande attenzione alle tuniche di pelle che Dio dona ad Adamo dopo il peccato (Cfr. Gen. 3,21), che mantengono un ruolo importante nella teologia greca fino al contemporaneo Panayotis Nellas che vi ha dedicato un’opera fondamentale “zoon theoumenon“, tradotta in italiano con il titolo “voi siete dei”.

Nell’interpretazione di Nellas le tuniche di pelle rappresentano l’umanità dopo il peccato, quindi la condizione umana ferita, sono in un certo modo la traduzione nel linguaggio dell’Ortodossia del pensiero agostiniano sull‘inclinazione al male, conseguente al peccato originale. In più rispetto al pensiero agostiniano, però, Nellas sottolinea come anche la tunica di pelle sia un dono di Dio. Continua a leggere

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Archiviato in Fine dei tempi, Giudizio

Lettera ad una Chiesa molle

La Chiesa di Tiatira (Ap. 2,18-28) non è nella stessa situazione delle altre. Non è perseguitata come Pergamo e Smirne e neppure è una Chiesa fredda, come Efeso. Anzi, il Signore ha per lei un bellissimo complimento: “so che le tue ultime opere sono migliori delle prime”, che significa che la Chiesa sta crescendo, in qualità e in quantità. A Tiatira il problema è rappresentato da una profetessa, che Giovanni identifica con uno psudonimo: “Jezabel”. Continua a leggere

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Archiviato in Giudizio, lettere alle sette Chiese, Resistenza cristiana

Il volto della Bestia

Mentre la missione e la ragion d’essere dell’Agnello è l’Incarnazione, il suo avversario, il drago, non può incarnarsi, non può entrare personalmente nella storia. E’ confinato nel mare, simbolo delle forze caotiche, dall’antica maledizione “fin qui giungerai e non oltre e qui si infrangerà l’orgoglio delle tue onde” (Gb. 38,11). Per questo Giovanni dopo aver annunciato che il drago va a fare guerra alla Donna e alla sua stirpe ci dice che si ferma sulla spiaggia, al confine tra il caos e la Creazione.  Continua a leggere

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Archiviato in Giudizio, strategie del drago

L’ira dei poveri

Oggi sono un po’ pigro, vi regalo quindi un’altro estratto dal libro che sta per uscire, ricordando a tutti che la riproduzione di quanto segue è, per ovvii motivi, vietata fino alla pubblicazione del libro medesimo.

Tra le previsioni apocalittiche di Giovanni c’è anche un’invasione militare (Ap. 9,13-19), questo passo non è da intendere in senso simbolico, sia perché l’Eufrate era il confine naturale dell’impero verso est, dove i Romani avevano eretto nel 66 d.C. una linea di fortificazioni difensive contro le scorrerie di cavalleria dei temutissimi Parti, sia perché per la prima volta nel settenario delle trombe viene usato il verbo “uccidere”. Sembra appropriato, d’altronde, che per rendere giustizia a coloro che sono stati immolati sia necessaria un’azione militare che distrugga il potere imperiale nella sua radice. Continua a leggere

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Il valore di un segno

Abbiamo già visto che i salvati sono identificati da un sigillo posto sulla loro fronte. Ci sono almeno due antecedenti biblici per comprendere il perché e le motivazioni di questo sigillo: il momento in cui Dio comanda a Mosè di segnare con il sangue dell’Agnello pasquale gli stipiti delle porte del popolo (Es. 12,21-30) e il passo del libro di Ezechiele in cui un uomo viene invitato a segnare un tau sulla fronte di coloro che si sono mantenuti fedeli (Ez. 9,2-4). Continua a leggere

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Archiviato in Resistenza cristiana, strategie dell'Agnello

Lettera a una Chiesa combattente /2

Se gli intellettuali Nicolaiti sono il male di Pergamo la conversione in questo caso consisterà nel tracciare una demarcazione netta, nell’evitare ogni possibile ambiguità e dire una volta per tutte cosa è Chiesa e cosa non lo è. Come vedremo nella lettera alla Chiesa di Tiatira, c’è differenza tra divisione e selezione e a volte una selezione, anche dolorosa, è necessaria proprio per evitare divisioni molto più dannose. Continua a leggere

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Archiviato in lettere alle sette Chiese

Lettera a una Chiesa combattente /1

Pergamo ha combattuto, Pergamo ha vinto. Nonostante che sia stata la prima Chiesa dell’Asia a subire la persecuzione, fino a dover versare il sangue, nella persona del suo vescovo, Antipa, non ha rinnegato la fede, anzi. Eppure a Pergamo c’è il “trono di Satana”, ovvero il grande augusteon, il tempio dove l’imperatore viene adorato come signore e dio. E’ Pergamo la città dove per la prima volta Domiziano ha preteso questa adorazione. Eppure proprio a Pergamo la Chiesa è forte, forse perché abita lì dove satana ha il suo trono e le si chiede quindi, più che alle altre, integrità e fermezza. Continua a leggere

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Archiviato in lettere alle sette Chiese