L’apocalisse dell`ecumenismo

Si è appena conclusa la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, e sono appena tornato da Gerusalemme, città della pace, ma anche città del dolore, dove tutte le cicatrici della Chiesa, anche quelle vecchie di millenni, continuano a sanguinare.

In nessun luogo come qui appare evidente lo scandalo della divisione tra cristiani, in nessun luogo come qui ci si contende anche il più insignificante centimetro e si grida e ci si accalora per motivi che tutto il resto del mondo giudica risibili. In nessun luogo come qui la speranza dell’unità può apparire flebile e senza fiato.

Eppure mi viene il mente il bellissimo racconto dell’Anticristo di Soloviev, che giustamente immagina che da qui, da Gerusalemme, possa rinascere l’unità della Chiesa e che questa unità sarebbe una speranza per il mondo intero.

E’ indubbio, solo da qui, solo da dove è stata più ferita, l’unità può tornare ad essere l’anima della nostra speranza.

Certo, nel racconto di Soloviev per poter giungere a questo è necessario passare attraverso il martirio congiunto  del Papa e del Patriarca di Oriente, ma sarà proprio quel doppio sacrificio a rivelare il vero volto dell’Anticristo e così a spingere le Chiese ad unirsi nella resistenza.

Di certo la mia esperienza mi dice che laddove c’è una chiesa dominante che si allea con il potere politico l’ecumenismo diventa difficile (penso ad esempio alla Svezia o alla Russia, ma anche all’Italia), laddove invece i cristiani sono minoranza non è affatto raro vedere applicato un ecumenismo pratico, in cui i cristiani facilmente condividono battaglie sociali e momenti di preghiera (basta pensare, ad esempio, alla battaglia pro-life o al movimento true love waits negli USA).

Nel racconto di Solovev l’anticristo cerca di mettere i cristiani l’uno contro l’altro garantendo a ciascuna chiesa alcuni privilegi in quel settore che più ha a cuore, e anche oggi come scriveva Ilario di Poitiers nel suo trattato “Contro Costanzo”: Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5). Solo separandosi radicalmente dal potere la Chiesa potrà ritrovare la via dell’unità.

Per grazia di Dio è proprio ciò che sta accadendo, le sfide che oggi la bestia ci pone davanti sono sempre più stringenti, le alternative si fanno sempre più ridotte ed è logico quindi vedere che le Chiese tendono a riavvicinarsi man mano che ritornano verso l’identità originaria, abbandonando tutto ciò che è inutile sovrastruttura. È il caso ad esempio del recente riavvicinamento tra la Chiesa Cattolica e quella Anglicana.

L’Apocalisse (cioè la rivelazione) dell’ecumenismo ci mostra una via che dobbiamo intraprendere coraggiosamente: solo unendosi le Chiese saranno credibili nella lotta contro il drago e i suoi agenti.

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2 commenti

Archiviato in Chiesa, Chiesa-Babilonia, Chiesa-Gerusalemme

2 risposte a “L’apocalisse dell`ecumenismo

  1. 61Angeloextralarge

    Bentornato! Mi sono mancati i tuoi post. Copio e stampo.

  2. anna frangella

    Quando posso leggo i suoi scritti , tanto arricchenti quanto svelanti la verità.
    In Cristo saluti fraterni don fabio.
    Anna Frangella

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