La compagnia dell’agnello (parte seconda)

Mi rendo conto che è necessario tornare sul tema della verginità/castità dei compagni dell’agnello, perché altrimenti rischia di sfuggire il senso profondo di qualcosa che è davvero un messaggio profetico per il nostro tempo.

Giovanni, come ogni pio ebreo, era certamente scandalizzato dalla libertà di costumi dell’impero: il fatto che i bordelli fossero finanziati con denaro pubblico, la promiscuità nelle terme, la non infrequente pratica della pederastia o dell’incesto dovevano certamente suscitargli orrore ed è anche per questo che ripetutamente accusa i cristiani conniventi con l’impero (i nicolaiti) di porneia (letteralmente prostituzione).

Questo rigore degli ebrei di solito passa naturalmente nelle prime comunità cristiane, anche Paolo infatti è severissimo in materia, ed era peraltro un elemento che se da una parte suscitava verso i cristiani il dileggio e l’accusa di ipocrisia dall’altra attirava su di loro la simpatia di non pochi appartenenti alle classi colte, come ad esempio i filosofi stoici (il carteggio tra Seneca e Paolo, sebbene probabilmente apocrifo, è una buona testimonianza di questa simpatia). Per questo ad esempio l’autore della lettera a Diogneto 50 o 60 anni dopo l’Apocalisse può scrivere con malcelato orgoglio “noi condividiamo la mensa, ma non il letto”.

Anche oggi l’impero ci espone ad una ipersessualizzazione, ad una esibizione degradante del corpo, femminile e anche maschile. Credo che, di fronte a questo, un nuovo rigore in materia sia una via di evangelizzazione estremamente importante, così come è certamente profetica l’insistenza della Chiesa nel mantenere il celibato sacerdotale. In un mondo che sembra dominato da Priapo, ancor più che da Eros, è urgentissimo affermare la redenzione della sessualità, che non è umiliazione della carne, ma disciplina, necessaria a riappropiarsi del proprio corpo per metterlo a servizio dell’amore.

Intendiamoci, nessuno ha nostalgia della pruderie vittoriana, di quella cultura che vietava e incitava al peccato contemporaneamente, finendo così con il creare delle personalità scisse e favorendo la doppia vita, ma siamo proprio sicuri che l’attuale ipersessualizzazione sia meglio? Il bel documentario di Lorella Zanardi il corpo delle donne mostra che si sta creando un movimento di reazione di fronte agli eccessi a cui siamo stati esposti. Credo che possiamo trovare belle convergenze su questo tema con questi nuovi stoici, ma non possiamo e non dobbiamo restare indietro proprio noi. Si tratta di recuperare la sacralità del corpo umano, immagine di Dio, concetto che era chiarissimo ai primi cristiani, per via della vicinanza alla matrice ebraica.

Credo che siano maturi i tempi per la rivoluzione della castità. Vivere la castità significa affermare nella propria carne la libertà dai condizionamenti imperiali, significa smettere di pensare al proprio corpo come un oggetto in cui è stata insufflata l’anima e scoprirlo come tempio e quindi riconsacrarlo al culto che si esprime nell’amore e così facendo liberarlo.Sì, la castità ci restituisce il corpo, ci rende nuovamente padroni di noi stessi e pronti quindi a donarci.

Può essere in una società come la nostra una disciplina severa, quasi un martirio, ma è la via per una vera rivoluzione dello spirito, perché non c’è spirito senza un corpo. True love waits (il vero amore aspetta) è un programma pastorale nato in ambiente protestante che negli USA sta avendo un importante successo con i teenagers. Quando anche noi cattolici avremo il coraggio di proporre qualcosa del genere nei nostri oratori?

La mia amica Costanza ha proprio ieri scritto una interessante riflessione sulla bellezza dove spiega con la consueta lievità le cose che faticosamente cerco di dire qui a proposito del corpo.

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7 commenti

Archiviato in Resistenza cristiana, strategie dell'Agnello

7 risposte a “La compagnia dell’agnello (parte seconda)

    • “…e una volta perso sarà per sempre”
      uhm, per sempre non credo, il fuoco del vangelo continuerà ad ardere anche se ci fosse una sola persona a portarlo, ma certo il mondo se la passerebbe assai male, non c’è dubbio

  1. 61Angeloextralarge

    N.B.: molto bello questo post! Grazie!

  2. Bellissimo grazie, il post e il blog…

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