Nel primo chiarore del giorno

Non so voi, ma in questa prima mattina di Gennaio io mi sono svegliato pieno di allegria e mentre mi facevo la barba canticchiavo il bellissimo inno trappista che dà il titolo  a questo post e che trovate qui: 03%20-%20Nel%20primo%20chiarore.mp3

E pensavo dentro di me che in un certo senso il primo giorno dell’anno è il sacramento della Creazione, che è come una nuova chance, una nuova possibilità che ci viene data ogni anno. Ieri è andato al Padre un mio caro amico e quindi capisco bene che non è affatto scontato che ogni anno ci venga dato un anno nuovo.

Ma è davvero così? Come amaramente commentava il mio amico Paolo Pugni qualche giorno fa questo più che un anno nuovo sembra essere un anno vecchio riciclato, stessi problemi, stesse angosce, stesse paure di sempre… dove sta la novità?

A meno di non saper guardare oltre, a Colui che, come dice Giovanni, fa nuova ogni cosa (Ap. 21,5).

In Greco per dire “nuovo” ci sono due aggettivi: neòs, che significa piuttosto “recente, appena fatto, moderno” e kainòs, che significa invece “mai visto prima, di natura diversa”. Non tutti gli autori del NT conoscono la differenza tra i due aggettivi, così ad esempio l’autore della lettera agli Ebrei li usa come sinonimi, ma Giovanni invece ha una spiccata preferenza per l’aggettivo kainòs, che nell’Apocalisse torna sette volte (un numero che nell’opera di Giovanni non è mai casuale), mentre mai usa neòs.

Come dire che Dio non ha bisogno di essere moderno per essere nuovo. Come dicevo ieri Dio non fa cose nuove (neòs) ma fa nuova (kainòs) ogni cosa, facendola passare attraverso la Pasqua.

Quando? Quando apparirà la novità di Dio nella nostra vita? Quando faremo quell’incontro che spacchi la nostra storia in due, come ha spaccato in due la storia del mondo, prima e dopo Cristo?

Il libro dell’Apocalisse termina con una promessa bellissima “ecco,  vengo presto” e uno dei suoi più acuti commentatori, l’americano Scott Hahn, argutamente si domanda “quanto presto è presto?” e risponde: presto è adesso, è subito, è ora. Presto è ogni volta che si celebra l’Eucaristia e si viene così invitati al banchetto nuziale dell’Agnello. Presto è ogni volta che sconfiggiamo il drago e lo precipitiamo dal nostro cielo. Presto è ogni volta che resistiamo alle seduzioni della bestia e le impediamo di porre il suo marchio su di noi.

Facciamolo, e facciamolo senza indugio, festinantes, come i pastori che la liturgia oggi ci presenta in cammino verso l’incontro con Gesù. Ci accorgeremo così che anche per noi spunterà il primo chiarore del giorno, e allora davvero questo anno sarà nuovo.

6 commenti

Archiviato in Fine dei tempi

6 risposte a “Nel primo chiarore del giorno

  1. 61Angeloextralarge

    Bellissimo post! Come inizio dell’anno ci sta proprio bene. Grazie don Fabio! E ancora auguri.

  2. Sono affascinata da come riesci a vedere Dio e la parola di Dio in ogni giorno…

  3. caspita, citato (a sorpresa) nello stesso post con Scott Hahn, autore di un bellissimo saggio sull’Apocalisse proprio (che immagino tu conosca: The Lamb Supper dove Scott, con il quale condivido l’appartenenza, illustra l’Apocalisse come una immagine della S.Messa) mi lusinga e fa arrossire.
    La mia battuta sul nuovo anno voleva esorcizzare proprio un tempo nuovo che non conosciamo e che si presenta, per il mondo -per dirla con Giovanni- gramo. Noi sappiamo che sempre omnia in bonum, per quanto ci voglia molta fede a volte per scorgere questo buono, che comunque c’è sempre.
    Meglio dicevo un bel riciclo, o retweet se preferite, un reload: magari del 2006 almeno si vince la coppa del Mondo o del 2000, chissà che si riesca a catturare Osama…
    Il tempo è breve e urge, urge e spinge a cogliere ogni occasione opportune aut inopportune…
    Grazie don Fabio per ricordarcelo sempre, con così tanto garbo

    http://www.amazon.com/gp/product/0385496591?ie=UTF8&tag=scotthcom-20&linkCode=as2&camp=1789&creative=390957&creativeASIN=0385496591

    • Hahn lo conosco bene, l’ho anche incontrato quest’estate, splendida persona. Il suo libro è citato tra quelli da leggere che propongo. Abbiamo molte idee in comune sull’Apocalisse, anche se un approccio diverso, poi ammetto che ho un po’ forzato il tuo pensiero, chiedo venia, mi serviva per motivi narrativi, considera una licenza poetica 😉

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