Archivi del mese: gennaio 2012

Le due città della pace

Per Giovanni Gerusalemme è un luogo del cuore più che una città reale. Quando scrive l’Apocalisse il tempio è già stato raso al suolo da almeno vent’anni e il pugno di ferro di Roma opprime la Città Santa, e ancor di più è la città che ha rifiutato ed ucciso il Signore, eppure quando vuole immaginare la Città di Dio è là che torna, è ancora quello il paradigma che ci presenta.

Sempre torneremo a Gerusalemme, perché in un certo senso Gerusalemme è il sacramento dell’Emmanuele, della presenza di Dio in mezzo al suo Popolo. Continua a leggere

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L’apocalisse dell`ecumenismo

Si è appena conclusa la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, e sono appena tornato da Gerusalemme, città della pace, ma anche città del dolore, dove tutte le cicatrici della Chiesa, anche quelle vecchie di millenni, continuano a sanguinare. Continua a leggere

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Libertà vo cercando…

Uno dei maggiori problemi delle sette Chiese d’Asia a cui è indirizzata l’Apocalisse è la presenza di un gruppo di intellettuali progressisti che Giovanni chiama dei “Nicolaiti” che secondo alcuni sarebbero i discepoli del diacono Nicola, uno dei sette primi diaconi (il gruppo di Stefano per capirci). In realtà poco o nulla sappiamo di questo movimento a parte ciò che Giovanni stesso ce ne dice, e quindi farsene un’idea obbiettiva è piuttosto difficile, però Giovanni doveva considerarli un problema serio, visto che in tre delle sette “lettere” ritorna sull’argomento.

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C’è un vincitore!

Il libro dell’Apocalisse si apre con un lungo discorso del Risorto, che per inciso è il più lungo discorso di Gesù Risorto nel N.T., rivolto alle sette Chiese della provincia d’Asia. Sono sette “lettere” di straordinaria forza profetica e sono la parte più nota dell’opera di Giovanni, anche perché in apparenza la più accessibile. In realtà anche queste “lettere” per poter sviluppare tutto il loro potenziale hanno bisogno di un po’ di mediazione, ma le commenteremo un pezzettino alla volta. Oggi vorrei soffermarmi con voi su una figura che ritorna in tutte e sette, ovvero colui che è chiamato “il vincitore”. Continua a leggere

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Le mura di Gerusalemme

Quando Solimano il magnifico nel 1540 ordinò la costruzione delle mura di Gerusalemme (quelle che ancora oggi si possono ammirare attorno alla città vecchia) sicuramente non pensava al libro dell’Apocalisse, e tuttavia ogni volta che le guardo non posso non pensare al libro di Giovanni. Continua a leggere

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Pietre e mattoni

Forse perché gli ricordano la schiavitù in Egitto, fatto sta che i mattoni non devono piacere molto a nostro Signore. Tutte le volte che nella Bibbia si parla di una costruzione solida si dice che è fatta di pietre, mentre invece le case di mattoni fanno inevitabilmente una brutta fine.

Ma cos’ha il mattone per essere tanto antipatico a Dio? Continua a leggere

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