Archivi del mese: dicembre 2011

Non c’è più tempo

Nel capitolo 10 Giovanni descrive un’immagine impressionante: un angelo gigantesco poggia un piede sulla terra e uno sul mare e proclama solennemente: “non ci sarà più tempo!”

Questa potente immagine merita un’analisi approfondita (che per vostra comodità troverete sul mio libro), ma oggi, essendo il giorno di capodanno, vorrei fermarmi solo sulla frase che pronuncia. Capodanno infatti, inevitabilmente, ci ricorda il tempo che passa. Continua a leggere

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Prostitute o spose?

Giovanni non doveva intendersene molto di donne. Così almeno pensa Elizabeth Schlusser-Fiorenza, un’esegeta della scuola cosiddetta femminista (una delle più moderate in verità, l’unica che son riuscito a leggere senza provare il bisogno istintivo di gettare il libro in luoghi innominabili). La sua tesi è che Giovanni conosce di fatto due soli modelli femminili, la prostituta e la sposa, e quindi commette il terribile peccato di origine di ogni maschio, quello cioè di pensare la donna solo in relazione a se stesso. Continua a leggere

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La donna vestita di sole

Se nei Vangeli Maria è la “mater abscondita”, lo sfondo silenzioso di Gesù, la terra in cui affonda le sue radici l’albero della nostra salvezza, come la definiva Romano Guardini, nell’Apocalisse diventa la “mulier amicta sole”, la donna vestita di sole, il “segno grande” che appare nel cielo e dà così inizio alla sconfitta del drago, almeno questa è l’interpretazione unanime che dal medioevo fino ai giorni nostri viene data del passo enigmatico di Ap. 12.

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Il quarto cavaliere

Il quarto cavaliere è l’unico a portare un nome, ed è un nome sinistro: Morte.

Quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: «Vieni». Ed ecco, mi apparve un cavallo verde. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli inferi lo seguivano. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra. (Ap. 6,7-8)

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Il cavaliere nero

Proseguiamo nell’interpretazione dei quattro cavalieri. Se è abbastanza facile la lettura del cavaliere rosso, è il terzo dei quattro, quello nero, che dà più problemi all’interprete.

Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii il terzo essere vivente che diceva: «Vieni». E vidi: ecco, un cavallo nero. Colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii come una voce in mezzo ai quattro esseri viventi, che diceva: «Una misura di grano per un denaro, e tre misure d’orzo per un denaro! Olio e vino non siano toccati».

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Il cavaliere rosso

Libero finalmente dalla preoccupazione della pubblicazione quotidiana posso cominciare a fare le cose con più ordine, seguendo e sviluppando i tanti temi che ho aperto in maniera più sistematica invece di saltabeccare da un tema all’altro seguendo l’ispirazione (che come si sa è ondivaga)

Il primo tema che voglio concludere è quello dei quattro cavalieri. Continua a leggere

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Questo non è un post

Innanzitutto mi scuso, sono diversi giorni che non scrivo in questo blog e vi avevo abituato a un ritmo quotidiano.

Però mi sono reso conto che proprio non ce la faccio a conciliare questo ritmo con la mia attività di parroco, non almeno se voglio curare la qualità spirituale e  scientifica di quello che scrivo, cosa che mi sta molto a cuore. Continua a leggere

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Il bianco cavaliere

Quando Tolkien nel Signore degli Anelli chiama Gandalf con questo titolo forse ha in mente proprio l’immagine dell’Apocalisse. Due volte Giovanni menziona un bianco cavaliere, la seconda volta (in Ap. 19,11-16) è senza dubbio Cristo, ma quella che fa più problemi agli interpreti è la prima apparizione, in Ap. 6,1-2. In questa infatti il bianco cavaliere è uno dei famosi quattro cavalieri dell’Apocalisse, che in genere vengono associati a catastrofi terribili.

A ben guardare però nell’interpretazione tradizionale dei quattro cavalieri come quattro catastrofi c’è qualcosa che non torna. Con calma li analizzeremo uno ad uno dedicando a ciascuno un post,  partiamo quindi dal bianco che, per essere il primo, sembra avere un posto di rilievo.

Innanzitutto i quattro cavalieri appaiono all’apertura dei primi quattro dei sette sigilli che chiudono il libro della storia umana, quello che viene aperto e interpretato dall’Agnello che è Cristo, non sono quindi catastrofi, ma misteri che devono essere compresi per poter comprendere la storia umana, noi diremmo che sono “chiavi” della storia. Continua a leggere

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666, la cifra maledetta del potere

Che cosa hanno in comune Hitler, Stalin, Giovanni Paolo II e George Bush?

Facile: tutti e quattro sono stati identificati con l’anticristo, avendo trovato qualche buontempone che ha letto il loro nome nel famoso 666, il marchio della Bestia che ha fatto da sempre disperare tutti gli esegeti di Giovanni.

Giovanni stesso presenta questa cifra come una sorta di indovinello che introduce con le parole: “Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: è infatti un numero di uomo e il suo numero è seicentosessantasei” (Ap. 13,8). Giovanni usa diverse volte questo artificio retorico dell’indovinello e quando lo fa è sempre per richiamare l’attenzione del lettore su qualcosa che considera particolarmente importante. Continua a leggere

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La resistenza NON è inutile

Va bene, lo ammetto, sono appassionato di fantascienza e in particolare di Star Trek. La banda Roddenberry ha popolato i miei sogni e riempito il mio inconscio di immagini fin da quando ero ragazzo. Tra queste, una delle più riuscite è quella dei Borg, una sorta di impero galattico di zombies cibernetici organizzati in una collettività in cui l’individuo sparisce, assorbito dal tutto. Una visione potente e suggestiva.

Questi Borg assimilano tutte le culture che incontrano, assorbendole e mutandole, finalizzandole ai loro scopi e si presentano, come si sente nel video, con la frase “you will be assimilated, resistance is futile” (voi sarete assimilati, la resistenza è inutile). La simbologia è trasparente. Qualsiasi impero si muove assimilando, e questa era la politica romana, che cercava di romanizzare ogni cosa, imponendo al mondo il roman way of life. Continua a leggere

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